Parliamo di D

Il 670G

February 13, 2018

Medtronic 670 G  il micro che molti aspettano, anche noi lo aspettiamo. Uscirà nel 2018 in Europa e io sarei molto contento se Elisa lo potesse provare già quest’anno in previsione di avere uno strumento che in futuro possa usare anche Amelia. Il 670G è il primo sistema ibrido pancreas artificiale: microinfusore e sensore in un sistema closed loop. Closed loop significa che il sistema è chiuso funziona senza bisogno d’intervento da parte della persone, non è più necessario fare i boli per i pasti o fare una basale temporanea per una passeggiata o dover correggere la glicemia durante la notte. Il sistema funziona da solo. In realtà la situazione è molto più complicata di così. Il 670 G nei primi giorni in cui viene utilizzato impara il profilo basale e gli andamenti della persona e deve essere impostato in modo manuale. Il sistema ha bisogno d’imparare dalla persona. Deve capire come funzionano i suoi livelli glicemici, deve capire che boli fa ai pasti a seconda della dose di carboidrati che viene assunta e, quindi saper fare bene la conta dei carboidrati oggi è alla base della terapia, deve capire come va una giornata tipo in modo da regolarsi di conseguenza e imparare e intervenire nei momenti giusti, o meglio a prevedere come e quando aumentare insulina e come e quando sospendere insulina, funziona con un algoritmo predittivo. Dopo qualche giorno anche se è consigliata almeno una settimana, il micro ti dice che se vuoi puoi passare alla modalità automatica e a questo punto non si vede più niente nella schermata del micro, si vede uno scudo che indica che la modalità automatica è attiva, e le uniche informazioni che daremo al sistema sono le calibrazioni quando necessarie e i carboidrati assunti quando mangiamo. L’obiettivo di tutto questo è non fare intervenire la persona ma lasciar fare al sistema, non fare correzioni volontarie perché si vede andare giù o su. Può avere un senso, ma bisogna fidarsi dello strumento, non aver fatto troppi errori durante la settimana in cui lui impara. Il sistema si scollega da solo dalla modalità automatica passando in manuale nel caso la glicemia scenda troppo e preveda che la sospensione non sia sufficiente e suppongo ma non sono sicuro che faccia lo stesso se la glicemia dovesse salire troppo.

 

 

 

Dai grafici sembra che ci sia una riduzione  delle ipoglicemie e soprattutto di quelle sotto i 50 mg/dL ma anche una grande diminuzione degli eventi con glicemie sopra i 300 mg/dL . Tutto questo perché all’ATTD nella maggior parte delle presentazioni oltre alla glicata (l’esame che da un voto a tutti i diabetici, che ti dice come sono andate le glicemie negli ultimi 3 mesi) adesso un altro strumento utilissimo per dare un voto all’andamento glicemico del paziente è quello che in inglese si chiama TIR (Time in Range) cioè il tempo che una persone riesce a stare dentro il miglior range glicemico per un diabetico 70-150 di glicemia. Quello che i nuovi sistemi com il Medtronic 670 G vogliono fare è tenere il più possibile le glicemie dentro quel range. Per ora con Amelia non ci riusciamo molto e quindi guardiamo la glicata ma di sicuro tutto cambierà con i nuovi sistemi… alla fine Poteva andare peggio

Il Futuro Prossimo è il Closed Loop

February 14, 2018

Di che cosa tratta questo elemento? Che cosa lo rende interessante? Scrivi una descrizione d'effetto per attirare l'attenzion

Medtronic ieri ha presentato il suo microinfusore 670 G, il sistema closed loop, il sistema chiuso che regola in automatico l'insulina da erogare. Il futuro che la maggior parte dei diabetici aspetta. Medtronic ha già il suo micro in commercio in America e entro il 2018 dovrebbe essere presente in Europa. Al momento Medtronic è l'unica che ha presentato un sistema chiuso già in uso. I risultati sono buoni ma ovviamente migliorabili. Mi piacerebbe che sia Elisa che Amelia potessero avere presto un sistema closed loop, un sistema che almeno per qualche momento durante la giornata ti può permettere di distrarti dal diabete senza necessariamente essere a rischio di andare in un ipoglicemia grave oppure di ritrovarti a 400. La variabilità glicemica, i grossi sbalzi sono una delle cause che porta a complicanze alle persone con diabete, poter avere un sistema che evita nella maggior parte dei casi i grossi salti glicemici restando dentro un margine di sicurezza è il futuro. 

Aspettiamo per il 2018 il 670 G in Italia e speriamo che anche Elisa lo possa provare perché a quanto pare Amelia è troppo piccola e  le prove per la fascia 2-7 anni sono ancora in corso in America mentre ho visto i risultati per la fascia 7-14 anni e fanno sperare di riuscire ad avere glicate entro i 7 ripetute nel tempo.

Incrociamo le dita

e del tuo pubblico...

Movi e Tandem il nuovo micro

February 13, 2018

Ecco una novità in anteprima presentata da Movi: dopo l'uscita dal mercato di animas. Movi ha creato una partnership con Tandem azienda americana che ha inventato un microinfusore molto molto interessante. Per tutti quelli che usano dexcom la notizia è importante. Il T Slim X2 della Tandem si interfaccia con il dexcom G5 e futuri, ha uno schermo touch ed ha la possibilità di effettuare upload senza dover cambiare il micro. Per esempio quando uscirà il G6 basterà fare un aggio...rnamento gratuito e usare lo stesso micro, inoltre ha una batteria ricaricabile e cosa non poco importante. Stanno lavorando per fare uscire già nel 2018 un aggiornamento per la sospensione automatica predittiva del glucosio basso e quindi poco dopo potrebbe essere disponibile anche in Europa. Sia Amelia che Elisa usano un microinfusore che sospende la glicemia quando prevede che questa andrà troppo in basso, l'algoritmo funziona bene ma spesso la tiene sospesa troppo tempo e poi Amelia va in iperglicemia, sembra che questo nuova pompa non lo faccia. Sapere che il microinfusore fa una sospensione per noi è una sicurezza in più soprattutto la notte ci permette di non dover dare sempre il glucosio o succo e di non dover svegliare tutte le notti Amelia perché la glicemia scende troppo. Secondo me questo micro ha molte potenzialità e tutti gli utilizzatori di dexcom potrebbero avere entro il 2018 un ottimo strumento da richiedere.

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Diabetes Meet Up

February 13, 2018

Di che cosa tratta questo

Il primo pomeriggio a Vienna l'ho passato al Roche Diabetes meet up, il blogger event che la Roche organizza per parlare delle novità che ci sono in fase di sviluppo e quelle che invece sono già utilizzabili.

La prima novità è in fase di sviluppo ed è una app che possa parlare con il micro, questo permette di dover prendere meno in mano la pompa insulinica, avere una gestione del diabete più discreta e avere meno strumenti in borsa o da portarsi dietro visto che tutti abbiamo un telefono. Il tutto è in fase di sviluppo con alcune cose positive e convincenti e altre meno. A me per esempio piacerebbe poter fare il bolo ad Amelia in remoto senza dover sempre fermarla o disturbarla per prendere il micro, cosa che succede decine e decine di volte al giorno. Per fermare gli allarmi, per erogare il bolo, per controllare la calibrazione ecc. ecc. Poter fare tutto da un telefono non mi sembra male, mi piacerebbe poter anche erogare il bolo a distanza di più di 1 metro, quello già posso farlo, ma succede che a volte quando è all'asilo e noi siamo dietro la porta senza farci vedere per fare il bolo, il segnale del glucometro telecomando non riesce ad arrivare fino ad Amelia e bisogna farla uscire dalla classe e farci vedere e questa cosa mi scoccia un pò. Vedremo cosa alla fine riusciranno a sviluppare.

 

La novità più importante è Eversense XL il sensore impiantabile sotto la cute che dura 6 mesi, quindi ne bastano 2 all'anno, sembra essere molto affidabile dal punto di vista dell'accuratezza, comunica con un app con il telefono che è stata ulteriormente migliorata. Non dover cambiare sensore ogni settimana ma solo 2 volte all'anno non è una cosa da poco. Sensore solo per adulti, bisogna avere 18 anni per chiedere l'impianto e quindi va bene per Elisa ma non per Amelia. Ma penso che questo sensore possa essere di grande aiuto nella gestione quotidiana del diabete non dovendo almeno preoccuparsi di pensare se il sensore è messo bene, se il filo si è piegato, se si è staccato levandosi la maglietta, né se i sensori arrivano alla Asl ogni 2 mesi o altro ancora. Una volta impiantato per 6  mesi non ci si pensa più.

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Il sensore Enlite: come funziona!

May 31, 2017

​​SM

E’ da tanto tempo che voglio scrivere un post sul sensore enlite della medtronic. Vorrei cercare di spiegare come funziona un sensore glicemico e come s’imposta e si gestisce il sensore enlite con il microinfusore 640 G.

Ultimamente molte volte mi sono imbattuto in post su gruppi fb sul diabete in cui si chiedeva spiegazioni su Isig e calibrazione, sangue dopo inserzione del sensore, durata, riavvio, ecc.

Bene! Obiettivo di questo post è proprio quello di cercare di dare spiegazione almeno su qualcuno di questi dubbi.

Siccome io sono la parte seria della coppia il post non sarà molto divertente ma magari sarà utile.

Iniziamo spiegando come funziona un sensore glicemico.

Un sensore glicemico è un elettrodo montato su di una cannula flessibile che viene inserito nel tessuto sottocutaneo (sotto la pelle) e che non misura la glicemia ma bensì la concentrazione di glucosio che circola tra le cellule del liquido interstiziale (che non è altro che l’acqua presente tra le cellule del tessuto sotto la pelle), questo è il motivo per cui il sensore funziona bene se si è molto idratati. Ora cerchiamo di capire come misura questa concentrazione di glucosio. In realtà il sensore misura un segnale elettrico sviluppato dal glucosio e poi lo converte in una misura di glicemia. Praticamente moltiplica il fattore di calibrazione (numero accanto gocciolina rossa in cronologia Isig) con Isig.

Quindi questo è il nostro sensore, ora lo abbiamo inserito e il nostro filamento sta nel liquido interstiziale dove circola il glucosio, che viene misurato in nanoAmpere come segnale elettrico e noi questo lo vediamo attraverso quello che si chiama Isig ( che significa Interstizial Signal = segnale interstiziale).

Quando sul nostro 640 G andiamo in cronologia e poi cronologia isig leggiamo questo valore che non è mai uguale perché la concentrazione di glucosio nel liquido interstiziale cambia.

Ora dobbiamo capire come vengono fuori i valori delle glicemie. Quando il nostro micro ci chiede di calibrare e noi inseriamo la glicemia il sistema crea un fattore di calibrazione che è quel numero che si vede accanto alla gocciolina rossa in cronologia Isig ( mi raccomando quello non è l’Isig quindi se vedete 3, 4 o 5 non pensate che il sensore non funzioni perché invece sta funzionando benissimo; nell'immagine sotto 47.71 è l'Isig e 4.8 è il fattore di calibrazione).

​​SLXL

Questo lo dico perché ho letto spesso post di persone che cambiavano sensore perché avevano Isig troppo basso e invece era il fattore di calibrazione.

Ora facciamo un esempio poniamo che la glicemia del tuo glucometro sia 120 mg/dl, e che l’Isig registrato sia 24 , allora avremo: 120/24=5. Il n°5 è il Fattore di Calibrazione, che è il rapporto GLICEMIA diviso ISIG. A questo punto questo numero 5 che vediamo accanto alla gocciolina rossa in cronologia Isig è il Fattore di Calibrazione che il sistema di monitoraggio userà nelle ore successive per trasformare l’Isig generato dal sensore (derivato dal glucosio interstiziale) in glicemia. In questo caso moltiplicherà gli Isig successivi per 5. Se per esempio dopo 10 minuti l’Isig aumenta da 24 a 25, il micro mostrerà una glicemia sottocutanea (125 x 5 = 125) Di 125 mg/dl. Attenzione ad una nuova calibrazione l’apparecchiatura ricalcolerà un nuovo Fattore di Calibrazione, ma conserverà in memoria quelli precedenti, senza mai dimenticarli completamente. Quindi la prima calibrazione è la più importante perché influenzerà le glicemie successive. Le calibrazioni successive andranno fatte 3 o 4 volte al giorno. Ricordiamo quindi una cosa importante  che l’Isig  cambia di momento in momento in base alle variazioni del glucosio interstiziale, mentre il fattore di calibrazione deve variare poco durante tutta la vita di quel sensore.

Se siete riusciti a leggere fino a questo punto forse vi interessano anche le informazioni successive: quando calibrare; possibili errori, come riavviare il sensore.

 

- Quando calibrare

  1. Disinfettare il dito prima di fare una glicemia 


  2. Calibrare preferibilmente con glicemie tra 70 e 300 
e non calibrare mai con Isig sotto 10 (già 10 è basso)

  3. Calibrare quando la glicemia è stabile per almeno 10/15 min e di conseguenza SENZA frecce di tendenza.

  4. Meglio calibrare prima di mangiare o prima di fare un bolo

  5. Può capitare di calibrare in un momento non ottimale, se succede ripeti la calibrazione appena la glicemia si 
stabilizza. 


Il Fattore di Calibrazione

  1. Il fattore di calibrazione deve essere compreso tra 3 e 7.

  2. I valori che rendono le glicemie più attendibili sono quando il fattore di calibrazione è compreso tra 4 e 5.

  3. Qualsiasi valore sotto 3 o sopra i 7 vi darà glicemie sballate anche di 100 punti.

Calibrazioni errate

  1. Con glicemie troppo alte o troppo basse: perché l’estrapolazione dell’ISIG a glicemie differenti 
tramite un fattore di calibrazione generato con glicemie estreme può non essere precisa 


  2. Quando si calibra in un momento in cui la glicemia sta cambiando velocemente, per esempio dopo 
una iniezione di insulina, dopo un pasto, dopo una correzione di ipo- o iper-glicemia, quando ci sono frecce di tendenza sul micro. In questi casi si inserisce una glicemia di calibrazione che viene comparata con un ISIG 10 minuti dopo ma che corrisponde ad una glicemia differente. 


  3. Prima dell’esaurimento del sensore la calibrazione assicura una buona misurazione solo per un breve periodo.

Riavvio del sensore

Per riavvire il sensore è necessario scollegare il sensore dal micro andando in impostazioni sensore e poi sensore, deve essere spento.

Scollegare leggermente la chiocciola dal sensore senza rimuovere il cerotto, per le prime 2 settimane non è necessario ricaricare la chiocciola. Ricollegare il sensore alla chiocciola. Ritornare su impostazioni sensore poi sensore cliccare su on. Poi collegamento sensore e avvia nuovo sensore.

Consigli vari

Se quando inserite il sensore prendete un capillare e vedete il sangue nella parte trasparente del sensore non cambiate il sensore, probabilmente funzionerà lo stesso.

Se durante le prime ore le glicemie non sono attendibili, se potete, aspettate almeno 24 h molto probabilmente si allineerà.

Bere molta acqua, essere ben idratati è fondamentale.

 

Se il sensore perde segnale, aspettate che riprenderà da solo potete però massaggiare delicamente la parte dove è inserito il sensore.

 

 

 

Spero che questo post possa essere utile a qualcuno soprattutto a chi usa da poco il sensore enlite. Ho notato spesso nei gruppi social che le spiegazioni dei rappresentanti medtronic su Isig, calibrazione e altro confondono un pochino. Spero di essere stato più chiaro.

Diagnosi precoce del diabete

May 31, 2017

Spero possa essere d’aiuto alla conoscenza e ad aumentare l’attenzione riguardo a certi sintomi che possono essere causati dal diabete.
Conoscere e riconoscere, quindi, se un bambino sta male perché ha il diabete.
Era novembre, da un pò di tempo Emiliano guardava Amelia col suo sguardo un pò torvo che lo rende affascinante ma anche angosciante. Ogni tanto sbiascicava qualcosa del tipo: - mmmmm qualcosa non và, qualcosa non mi convince, qualcosa non mi torna.
Io mi arrabbiavo, è il caso di dirlo, Emiliano ha capito tutto prima di me che pratico il diabete da oltre 20 anni. Lui ha fatto sì che non scoprissimo del diabete in modo ancora più tragico.
Era lamentosa e con evidenti occhiaie, si svegliava da ogni nanna con pianti disperati, faceva moltissima pipì e beveva diversi biberon di acqua al giorno. C’erano molti indizi ma io mi ostinavo a ignorare che fosse possibile, che quella bassissima probabilità che venisse il diabete anche ad Amelia fosse reale.

(I sintomi più comuni per la diagnosi precoce del diabete sono: il bambino fa molta pipì, beve molta acqua, moltissima acqua, vi sembra strano, è facilmente irritabile, ha le occhiaie, dorme  male e si sveglia spesso per bere e piangendo).
Così tornai dal corso, domenica pomeriggio, Amelia era sempre più lamentosa e nonostante non avesse febbre alta e avesse preso la tachipirina lamentava uno strano malessere che veniva non da un punto specifico del suo corpo ma da tutta la sua persona, ogni piccolo pezzo di perfezione che era il suo corpo, stava soffrendo.
Mi decisi cosi che era il momento di farle uno stick delle urine per controllare gli zuccheri nella pipì e i chetoni. Ero convinta che i dubbi di Emiliano fossero solo ansie e cosi gli dissi: -togliamoci il pensiero! Facciamo questo stick! (uno stick per il controllo degli zuccheri e dei chetoni si compra in farmacia ed è di semplice utilizzo, se avete il dubbio fatelo non è invasivo e può fare la differenza)
Le tolsi il pannolini pieno zeppo, pesante come una pietra, e me la misi in braccio in attesa che rifacesse la pipì per inzuppare lo stick. Nell’aria, la pipì, diffondeva un odore che mi risultò improvvisamente familiare e lì iniziai a temere.
Amelia non si decideva a farla e io incomincia a capire che quei momenti, forse, erano gli ultimi di una vita normale. Si faceva tardi, erano le 20 passate, ed Emiliano pensò, intanto, di farla mangiare. Passato di lenticchie, non me lo dimenticherò mai, lei ne andava ghiotta. La misi nel seggiolone, sempre senza pannolino, e proprio mentre mangiava venne giu una cascata di pipì. Inzuppai lo stick e senza nemmeno aspettare i 2 minuti di regola, divenne viola per quanto era alto, di tutto. Glucosio e chetoni erano presenti al massimo livello.
Quando ho visto Emiliano piangere ho pensato che fossimo finiti. Che se lui cedeva, non saremmo ma più andati oltre a nulla. La sensazione che mi pervadeva era “ Non si torna indietro “- è un altro - “ sempre “.
Cercai di prendere in mano la situazione e chiamai il numero di emergenze della diabetologia del Mayer, lo stesso numero che usavo io quando ero seguita lì, gli stessi medici, le stesse mie cose. La dottoressa, dall’altra parte della cornetta era calma, mi consigliò di misurare la glicemia capillare perché magari lo stick delle urine poteva essere falsato. Io sperai. Misurai capillare, nei 5 secondi di attesa mi scostai da Emiliano sperando di leggere per prima il risultato e dare una buona notizia. Spuntò una scritta: Valore superiore ai 600 (La misurazione della glicemia dal sangue capillare si può chiedere in farmacia, non fa male e bastano 5 secondi). Mi sentii sprofondare. Non c’era nessuna buona notizia da dare.
Da lì l’unico mio pensiero fu di portarla in ospedale per prevenire il coma. A volte il diabete, se scoperto in stato molto avanzato può portare al coma. Non sapevo da quanto tempo Amelia stesse cosi.

 

Se i valori non sono nella norma chiamate il centro diabetologico più vicino per una diagnosi completa. Se possibile chiamate l'ospedale pediatrico più vicino a voi. Per noi il Meyer ha fatto la differenza e anche per Amelia.

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Siamo Emiliano ed Elisa, un naturalista-cuoco e una mamma pittrice e diabetica. Abbiamo una bimba di due anni di nome Amelia anche lei con diabete e celiachia. Raccontiamo la vita da diabetici a diabetici e non e "Poteva andare Peggio" è il nostro progetto per sensibilizzare le persone su queste due patologie! I viaggi, il cibo, l'avventura ma anche le piccole magie quotidiane sono i nostri principali interessi.

 

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