In preda a una bufera da fine del mondo



Oggi, nel mio solito tragitto per accompagnare Amelia al nido, ho notato tanti anziani. Oggi è giorno di mercato e in questo giorno di solito gli anziani sono più propensi ad uscire. C'erano due donne secche secche che insieme facevano almeno due secoli, che si tenevano una al braccio dell'altra e, come in preda a una bufera da fine del mondo, ondeggiavano avanti e indietro nel tentativo di tenersi in equilibrio. Io credo che al mercato ci siano arrivate. Erano troppo determinate per arrendersi e avevano un obiettivo comune molto importante: avere una giornata diversa dalle altre. Amelia, da un pò di tempo a questa parte, sopporta poco l'inserimento del sensore e dell'ago cannula. Inizia a piangere già quando lo nominiamo. Siccome il cerotto del sensore, che mettiamo sulla coscia, le irrita moltissimo la pelle fino a quasi bruciargliela, usiamo una crema che diventa una pellicola protettiva, prima di inserire, con un ago, il sensore. Ecco, lei piange già dalla crema. Ieri sera ha avuto la sfortuna di trovarsi a dover affrontare entrambe le cose perché il sensore era finito e l'ago cannula per l'insulina andava cambiato. Quando vediamo Amelia piangere così, quando le si blocca il respiro per il pianto e quando dice " via, via, basta ", il nostro cuore diventa una lacrima e, se anche facciamo tutto perché và fatto, tanti sentimenti ci pervadono. Anche la rabbia. Ad un certo punto mi sentirei in diritto di avercela con tutti, con ogni cosa che si muove intorno a me. Anche quelle che non si muovono. Quando tre nano secondi dopo lei si alza e chiama Bubi, Anubi è il nostro cane, con una insolita allegria, io capisco che tutto può passare, in quanto tempo lo decidiamo solo noi. Che la rabbia, che a volte gli altri ci tirano addosso perché non stanno bene, perché hanno veramente tanti problemi, non è però la soluzione a una vita complessa. Forse, dovremmo fermarci un pò tutti e pensare che l'impedimento che a volte ci troviamo davanti non può influenzare tutta la nostra vita. E che la salute non è l'unica, basilare, condizione per avere una vita felice. No. E che se ci impegniamo, anche se con difficoltà, anche se con la bufera da fine del mondo, anche noi possiamo arrivare al mercato. E questo è il nostro cane Anubi.


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Siamo Emiliano ed Elisa, un naturalista-cuoco e una mamma pittrice e diabetica. Abbiamo una bimba di due anni di nome Amelia anche lei con diabete e celiachia. Raccontiamo la vita da diabetici a diabetici e non e "Poteva andare Peggio" è il nostro progetto per sensibilizzare le persone su queste due patologie! I viaggi, il cibo, l'avventura ma anche le piccole magie quotidiane sono i nostri principali interessi.

 

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