X-FACTOR



Questi siamo Noi, ieri pomeriggio, prima di una visita in commissione medica ( alla Asl, come sempre ). Siamo carichi, sorridenti e sicuri che una volta entrati dentro un pò ci gireranno. Sì perché la commissione medica è una specie di X-Factor delle malattie. Dei medici, che oramai sono diventati più che altro dei burocrati ( e nemmeno troppo informati ) stanno dietro ad un tavolo e giudicano chi sta peggio tra i malati che si presentano per avere ciò che a loro spetta per legge. A questi medici non è richiesta una preparazione specifica in base alle malattie che si trovano ad esaminare. Possono guardare un pò tutto. Dell'anziano alla bimba di 3 anni col diabete, dalle malattie del sangue a quelle cardiache. Tutto. Minchia! L' onniscenza! Qualcosa a cui inchinarsi! Poi entri, ti siedi nelle sedioline imbottite come quelle dei matrimoni, guardano i fogli e le analisi degli ultimi 3 mesi e pensano che il diabete di Amelia ( o in generale di chiunque ) sia racchiuso in quei soli 3 mesi che, giustappunto, dopo nostri immensi sacrifici hanno segnato un miglioramento nella gestione delle glicemie. Quella di 3 mesi prima no. Perché un medico onnisciente dovrebbe sapere che il diabete non è una malattia " stabile " tanto più in età pediatrica e tanto più se hai anche la celiachia e la tiroide che vacilla. Ma sticazzi, Amelia è lì, costretta come lo sono stata io da piccina, a sottoporsi a queste inutili visite, e ride, e scherza e gioca che sembra la salute fatta persona. Che poi è il grande inganno di questa malattia. Ma lasciamo perdere Questo, la commissione di X-Factor borbotta Qualcosa, dice che Amelia, alla fine, è come tutte le altre bambine e che non è vero che o io o Emiliano non possiamo mai lasciarla da sola: ci sono i nonni!!! O una baby sitter adeguatamente istruita. Mmmmmmmmmmmmmm... la più " ragazzina " tra i nostri nonni ha quasi 70 anni, gli altri over e quasi 80. Mio padre è mezzo sordo e non sente gli allarmi del micro. Mia madre è l'unica in grado di tenere Amelia ma solo perché ha avuto anche una figlia col diabete e sa cosa è. Ad ogni modo, la responsabilità di tenere da sola una bimba di 3 anni col diabete e che non avverte le ipoglicemie le fa tremare le mani tutte le volte che le misura la glicemia. E la baby sitter istruita ? Diobono ma se fosse tutto così semplice perché mai per mandare mia figlia alla materna devo compilare tremila moduli e passare, di nuovo, dalla Asl, e poi dalla dirigente, e poi chiamare il diabetologo per i documenti e poi organizzare un corso per i futuri insegnanti di Amelia ? Perché? Perché giudicare le malattie degli altri è così semplice. Non occorre nemmeno una laurea in medicina. Occorre solo una bella dose di macchemenefregaAme e tutti a casa e via. Lo possono fare tutti, senza limitazioni, occorre solo essere sufficientemente stronzi e insensibili. Come le due dottoresse che mentre si parlava di Amelia spippolavano allegramente sul cellulare per ricordarci quanto quel lavoro fosse una " routine" alquanto noiosa e quanto il contatto umano non conti più nulla nel loro mondo. E questo è tutto. Siamo andati al parco per far giocare Amelia e, nel tragitto, per sfogarci, io ed Emiliano abbiamo litigato per motivi futili e ci siamo urlati contro per sfogare la rabbia per la beffa dell'essere in una situazione difficile da gestire ed essere pure presi per i fondelli. Perché dall'esterno è tutto così facile. Perché anche se io sono cosciente che le cose miglioreranno man mano che Amelia crescerà non posso aspettare che questo accada fregandomene di quel che può accadere oggi. Ora è una bimba piccola col diabete, se a livello cognitivo e fisico è sovrapponibile a una sua coetanea, dentro di lei qualcosa di molto importante non funziona. E per chi non vuol vedere non è visibile nemmeno col microinfusore e il sensore attaccati. E, insomma, la nostra giornata è finita così: io e mio marito arrabbiati e delusi e un pò demoralizzati. Per consolarci ci siamo ripresi per il collo e abbiamo fatto la lotta greco-musulmana-tibetana. Ci siamo infilzati i diti nell'orecchi e nei nasi, ci siamo tirati i peluche e io gli ho fatto la bimba di the ring con i capelli davanti agli occhi e lo sguardo satanico ( uno dei miei cavalli di battaglia ). Abbiamo capito che nonostante le rotture ( compreso l'abbassamento del tetto di spesa per i buoni per la celiachia ) a fine giornata quel che conta è avere ancora voglia di picchiarsi, con amore. Che siamo la coppia più bella del mondo. E ci dispiace per gli altri. Che poteva andare peggio sì ma che palle dover lottare sempre per tutto. Ma lo faremo per quella piccola bimba che vedete ringhiare in mezzo a noi e per cui non finiremo mai di sorridere. Ed essere grati. Ed un giorno io istituirò la commissione della gioia e del cazzeggio ed io sarò la presidentessa. E finalmente ci divertiremo, diobono!

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About Us

Siamo Emiliano ed Elisa, un naturalista-cuoco e una mamma pittrice e diabetica. Abbiamo una bimba di due anni di nome Amelia anche lei con diabete e celiachia. Raccontiamo la vita da diabetici a diabetici e non e "Poteva andare Peggio" è il nostro progetto per sensibilizzare le persone su queste due patologie! I viaggi, il cibo, l'avventura ma anche le piccole magie quotidiane sono i nostri principali interessi.

 

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