I bambini che vedevo erano per me solo bambini.



Questo fine settimana abbiamo passato due giorni a Punta Ala, in un camping bellissimo, stalkerando un campo scuola del Mayer sul diabete. Genitori con i propri bimbi si confrontavano insieme a medici, infermieri e psicologi sul diabete, la sua gestione e le implicazioni psicologiche. Qualche bimbo, come la nostra, era anche celiaco. Noi, che siamo sempre un pò fuori tempo, non c eravamo registrati in reparto per fare questi campi, così abbiamo deciso di partecipare al pranzo di raccolta fondi della domenica e sabato stare comunque un po' anche noi con i nostri medici ma sopratutto conoscere genitori come noi e bambini come me ed Amelia ( 😉 ) . Ieri, durante il pranzo tutti insieme, mi sono trovata a pensare a me i primi anni di diabete. Io non ho mai partecipato ad un campo con i miei genitori per mia indisponibilità. Non avevo voglia. Nel mio essere completamente di fuori, anche da piccina, dicevo:- a me i diabetici mi stanno antipatici! Che cattivona che ero... E che bugiarda! Non erano antipatici gli altri diabetici era antipatico il mio diabete! Ma io davo la colpa agli altri. Come spesso accade. Pensare di andare in gruppi di diabetici mi dava una sensazione di emarginazione. Non vedevo i bambini o i ragazzi per quel che erano ma per quel che avevano. Il diabete. Ieri, mentre ero dalla parte dei genitori, nel loro tavolo, perché anch'io mamma, mi sentivo in una tavolata come altre. Parlavamo, ridevamo, raccontavamo di esperienze divertenti e Poi, ogni tot, qualche allarme suonava, qualcuno andava a recuperare il figliolo e gli dava zucchero, qualcun altro, tipo noi, diceva:- Amelia mangia che c è l hai bassa ! - oppure - Se vai a giocare portati la borsetta così vediamo le glicemie a distanza! I bambini che vedevo erano per me solo bambini. Non vedevo il diabete prima del loro viso e dei loro capelli. Erano tutti sorridenti, furbini e vitali all'inverosimile. Belli. È chiaro che avere il diabete in famiglia non può essere l unico requisito per fare amicizia con altri genitori. Bisogna avere qualcosa in comune, sentire quello che in gergo si dice: " farsi simpatia". Noi Non abbiamo avuto tempo di conoscere tutti i genitori ma il gruppetto che abbiamo trovato credo lo rincontatteremo ancora per vederci e stare insieme, per il piacere della loro compagnia, prima di tutto. Sì che abbiamo il diabete in comune ma anche tante altre cose che rendono il diabete una parte del tutto e non il centro del mondo. Perché i bambini questo non lo vogliono. E in fondo nemmeno noi. Perché quello che ci fa sentire un pò estranei alla vita corrente è il fatto di non essere in pari con la società che è fondata sul principio della salute e dell' efficienza. Noi sulla salute ci stiamo lavorando ma sull'efficienza, diobono, siamo il top! Anche tra un coccolo e un risotto alla curcuma, ci si alza e siamo sul pezzo con le glicemie dei nostri figli. Mentre si parla di qualcosa misuriamo la glicemia e diamo glucosio. Calcoliamo i carboidrati di un panino e facciamo l'insulina. Io ho fatto anche un cambio set a tavola perché avevo cannato quello della mattina ed ero la diabetica con la glicemia più alta in tutta la tavolata. L'ho fatta al tavolo perché non vedevo alcun problema nel farlo. Perché la vera accettazione del diabete è quando ci si sente liberi di essere se stessi, diabete compreso ( e vale per qualsiasi altra malattia ). Partecipare a questo pranzo Mi ha aiutato a comprendere qualcosa in più che fino all'altro ieri non avevo appreso. Mi mancava la condivisione, dal Vivo, con altri genitori. Ed ho scoperto che non era una piccola cosa ma una piccola grande cosa. Che tutte le parti che ho in questa malattia: la protagonista, la mamma della protagonista ( quindi la comparsa ), la donna che scrive un blog e parla e informa e racconta, non sono condizioni di per sé finite ma in continua evoluzione. Dove ho sempre da imparare. E a me imparare mi è sempre piaciuto! Buon lunedì amici.

Anche se non hai una grande vela puoi sempre contare su tanti cuori.

Ecco un mio disegno estemporaneo. Ieri sera.

#diabete #diabetes #senzaglutine #meyer #genitori #donazioni #glutenfree

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About Us

Siamo Emiliano ed Elisa, un naturalista-cuoco e una mamma pittrice e diabetica. Abbiamo una bimba di due anni di nome Amelia anche lei con diabete e celiachia. Raccontiamo la vita da diabetici a diabetici e non e "Poteva andare Peggio" è il nostro progetto per sensibilizzare le persone su queste due patologie! I viaggi, il cibo, l'avventura ma anche le piccole magie quotidiane sono i nostri principali interessi.

 

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