Il mio non sonno che genera mostri



Questa è la notte di Amelia, che dorme. Mentre io la guardo e sogno per lei sogni perfetti. Mentre le finestre fuori sono tutte al buio e i cipressini toscani sono assolutamente inutili alla causa, io mi rigiro nel letto pensando che: non dormiamo soli, io ed Emiliano, da quasi due anni. Quando i sensori ci abbandonano, e non possiamo vedere la glicemia ogni 5 minuti, ci sentiamo così tesi e senza punti di riferimento che non riusciamo a pensare a tutte le cose futili di cui sarebbe dilettevole occuparsi. Che poi, a sera, la tensione si scioglie, ma non puoi dormire come un bimbo perché ti svegli nel cuore della notte e, ad un certo punto,la odi sta maledetta notte. Che l'altro giorno ho incontrato una mamma mentre andavo a scuola di Amelia per farle l insulina del pranzo, e mi ha detto: - ah ma fa l'insulina tutti i giorni?- - noooooo a targhe alterne!! Oppure a seconda del tempo! E gli sguardi con le sopracciglia alzate, di quelli che:- poveriiiinaaaa. - Col sospirone annesso. Che palle! Penso. E sono brutta, irrimediabilmente brutta, ma a volte mi sfavo anch'io. Perché sembra che milioni di soluzioni al diabete siano lì, alla portata del nostro ditino ( non il medio, eh ) e poi, invece, niente. Migliorie sparse, tecnologie avanzatissime, ma la notte ancora non si dorme nulla!! E il sonno di Amelia genera farfalle. Mentre è il mio non sonno che genera mostri. E, a volte, mi seguono per tutte la giornata e non so dove farli sistemare. Proverò tra le cuciture dei cuscini. E voi? Dove li mettete i vostri mostri?


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