670G e Ibrid Closed Loop



Volevo parlare da tanto del 670G della Medtronic e del sistema closed loop ibrido. Il closed loop è il sistema che attarverso il microinfusore e il sensore glicemico, che si parlano tra di loro, eroga insulina in automatico senza bisogno di avere una basale, ma erogando microboli d'insulina a seconda del valore glicemico. Aumentando i boli se la glicemia sale e sospendendo l'erogazione dei boli se la glicemia scende. Elisa ha avuto la fortuna di poter avere il 670 G, l'unico sistema, a oggi, certificato come closed loop. Il micro è arrivato circa 25 giorni fa e a causa di operazione e cose varie è rimasto in modalità manuale per circa 20 giorni. Da qualche giorno sta provando la modalità automatica, il futuro, la terapia più avanzata per la gestione del diabete di tipo 1 presente oggi. Esistono sistemi non uffuciali che hanno algoritmi molto buoni e tutte le case farmaceutiche che producono microinfusori oggi stanno sviluppando questo sistema.

A parte questa enorme divagazione, parliamo del 670G. L'obiettivo del micro è tenerti dentro al range di una glicemia tra 70 e 180 per più tempo possibile avendo un target di 120, cioé cerca di tenerti a 120. Ho notato che molte persone con cui ho parlato pensano di mettere questo micro e non fare più niente, pensa a tutto lui, mi dice cosa fare, mi regola i boli, mi corregge le iper e le ipo, insomma la svolta. In realtà non siamo ancora a questo punto. Il micro aiuta e sicuramente alleggerisce la gestione della malattia. Considerate che un diabetico di tipo 1 deve prendere in media 50 decisioni al giorno sulla sua malattia, pensate che carico mantale per una persona che svolge una vita normale. Quello che posso dire è che il sistema impara da te e migliora nel tempo quindi all'inizio più si tiene in manuale e meglio funzionerà all'avvio dell'automatico. Importante è saper fare bene la conta dei carboidrati e essere pronti a intervenire più volte dopo il pasto perché il sistema non riesce a correggere pasti troppo grassi che fanno alzare la glicemia a distanza di ore. Per esempio Elisa il primo giorno non si fidava della correzione che gli aveva chiesto il micro appena passata in automatico, lei aveva 230 e il micro diceva fai 1.4 unità d'insulina, e abbiamo subito litigato. Elisa mi diceva: "è troppa non la faccio" e io "ti devi fidare e devi provare altrimenti non capiamo come funziona" e litigate su litigate alla fine ha fatto il bolo e il risultato è stato glicemia a 119 fino a pranzo. A pranzo al Foody Farm a Firenze (che abbiamo provato perché ha piatti senza glutine e Amelia ha potuto mangiare finalmente le patatine e il pollo croccante al ristorante: era contentissima!) contiamo i carboidrati con molta attenzione su un pranzo grasso e il risultato 140 per 2 ore dopo il pasto e poi sono arrivati i grassi ma il sistema non è riuscito a correggere e quindi arrivati a 210 correzione spontanea (cioé lui non ha chiesto di correggere) bolo consigliato dal wizard e glicemia a 120 fino a cena con notte tra 120 e 140. Voi dite super! ma il giorno dopo colazione con la conta fantasiosa di Elisa, lei fa la conta con elizard invece del wizard e infatti glicemia a 250 e allora bolo di correzione e varie attività del lunedì e infatti ipoglicemia, a pranzo meglio, la notte tra 100 e 150 senza ipo e senza allarmi. Per ora il giudizio mio è buono anche se Elisa dice:" ma allora se devo fare tutte le correzioni cosa è cambiato rispetto a prima?". Cambia tantissimo e cioè cambia il tempo in range cioé il TIR cambia che se sei bravo il tir passa senza troppa fatica sopra il 70% che è l'obiettivo dello strumento, cambia che le notti sono molto spesso in sicurezza e senza sbalzi, cambia qualche pensiero in meno, cambia che oggi è il massimo che ci sia e anche se l'agoritmo non è troppo aggressivo ha tantissime potenzialità. Spero di non avervi annoiato troppo e vi allego il grafico

della cena di ieri e delle notte e non ho messo il grafico migliore con la notte tutta a 120 altrimenti è troppo facile.

Se avete impressioni diverse scrivetele nei commenti.

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Siamo Emiliano ed Elisa, un naturalista-cuoco e una mamma pittrice e diabetica. Abbiamo una bimba di due anni di nome Amelia anche lei con diabete e celiachia. Raccontiamo la vita da diabetici a diabetici e non e "Poteva andare Peggio" è il nostro progetto per sensibilizzare le persone su queste due patologie! I viaggi, il cibo, l'avventura ma anche le piccole magie quotidiane sono i nostri principali interessi.

 

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