A casa con acqua e zucchero



Stanotte non riuscivo a prendere sonno pensando a questa notizia. Quando mi capita di essere agitata mi appoggio pian piano alla testina di Amelia che dorme vicino a me e mi rassereno. Oggi questi genitori non potranno più farlo con il loro bambino, per una diagnosi sbagliata, per superficialità, non so. So solo che, paradossalmente, avrebbero accettato di buon grado anche il diabete tipo 1, pur di averlo ancora tra le loro braccia. Perché di diabete tipo 1 si può morire, ma si può anche vivere ! E ciò non deve dipendere dal medico che ti trovi al pronto soccorso o da una serie di casualità. Dovrebbe essere regolamentato da protocolli precisi ed essere sempre a mente, come diagnosi, quando si presentano certi sintomi. Basta una glicemia capillare o uno stick per le urine. Ed è assurdo che si porti un bimbo in ospedale per capire cosa ha ed essere poi rimandati a casa con acqua e zucchero senza nemmeno un esame ematico. Eppure, vi dico la verità, di storie di pediatri che dicono a genitori di bambini quasi alla diagnosi che " ma viaaaa non ha nulla, siete solo ansiosi" ne ho sentite parecchie e forse, forse le campagna informative dovrebbero essere estese a tutti per davvero, medici compresi, e pediatri in particolare. Poiché il diabete tipo 1 insorge, spesso, in tenerissima età ed è una malattia, ahimé, in aumento. Sentire di questa storia ha fatto male. Molti genitori di bambini col diabete si sono sentiti stringere la pancia, quegli strizzoni di ricordi, di quando, a pochi giorni dalla diagnosi di diabete guardavano i loro figli strani, assenti e infastiditi da tutto. Doloranti e con la nausea. Praticamente in chetoacidosi. Anche io mi ricordo di Amelia e mi ricordo di me. Di quanto si sta male, del malessere generale e della testa e del corpo tutto completamente ovattato. Io soffrivo anche di terribili crampi notturni e la pipì e la sete occupavano tutta la mia giornata. Praticamente non facevo altro. Questo tragico episodio ci deve far riflettere su cosa possiamo fare veramente per parlare a chi di diabete tipo 1 non sa nulla e cercare di spiegare i sintomi in modo chiaro e preciso a tutti. Non a chi già conosce il diabete ma a chi ha avuto la fortuna di non averci mai a che fare e non sa assolutamente nulla. Per fare in modo che se qualcosa in quella catena di eventi che precedono una diagnosi di diabete tipo 1 si inceppa, un genitore possa comunque individuare i campanelli d'allarme. Là dove il medico non è arrivato o dove ha valutato superficialmente, può arrivare la conoscenza dei sintomi da parte di un genitore. Perché può accadere, purtroppo, e i fatti lo dimostrano, ma noi non possiamo più permettere che di diabete tipo 1 si muoia.

https://www.corriere.it/cronache/19_luglio_31/dimesso-acqua-zucchero-nostro-bimbo-3-anni-morto-12-ore-76bae63c-b3d5-11e9-aa67-42182a287159.shtml

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Siamo Emiliano ed Elisa, un naturalista-cuoco e una mamma pittrice e diabetica. Abbiamo una bimba di due anni di nome Amelia anche lei con diabete e celiachia. Raccontiamo la vita da diabetici a diabetici e non e "Poteva andare Peggio" è il nostro progetto per sensibilizzare le persone su queste due patologie! I viaggi, il cibo, l'avventura ma anche le piccole magie quotidiane sono i nostri principali interessi.

 

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