A volte ci vuole pochissimo per fare tantissimo.





Quando qualche giorno fa vi parlavo di astucci e glucometri mi è venuto in mente di fare una ricerca su google sui vecchi dispositivi di quando ero piccina. Era il 1997 l'anno del mio esordio e guardare quei vecchi aggeggi mi ha fatto fare un tuffo nel passato esattamente come quando si guardano i giocattoli dell'infanzia. I compagni silenziosi di questi lunghi anni col diabete. Ho ragionato quindi sul mio percorso tecnologico dietro il diabete e mi sono venute in mente tante cose. La mia personale archeologia messa in fila in modo disordinato.

In principio, " ai miei tempi" era la Roche la ditta numero uno in glucometri. La più famosa, la più blasonata. Avere il glucometro roche era come avere la Barbie originale. Mentre gli altri erano tipo la sua copia, Tania mi pare si chiamasse. Accucheck nano, ovino, topolino, tutti glucometri bellini e molto affidabili. I primi glucometri della mia personale storia necessitavano di otto litri di sangue per fare uno stick della glicemia.





Nel giro di pochi anni, invece, bastava una puntina e la striscetta stessa aspirava il sangue, esattamente come oggi, solo che allora ci mettevano 15 lunghissimi secondi. La roche fece anche un esperimento ardito con un glucometro, l accucheck compact plus, ovvero inserire le strisce reattive in un cilindro dentro il glucometro. Quando accendevi il dispositivo il cilindro girava e usciva la striscetta. Bella idea. Peccato che quando il cilindro girava faceva un tale rumore di lamiera tritata che la gente si girava per vedere se c era stato un incidente. Non era il top della discrezione, diciamo. Per tanti anni, comunque, usai roche. Poi, quando 10 anni fa ho messo il microinfusore, sono passata a contour next primissimo modello, della Bayer, oggi Ascensia.



Quando ero piccina io i glucometri non avevano il display retroilluminato. Per cui se ero in ipoglicemia al cinema, e allora non avevo il cellulare ( che vecchia!) Dovevo aspettare le scene più luminose per leggere il numero

sul display!

Poi, la grande evoluzione del display superluminoso, e tante altre piccole migliorie.

Ora non voglio dilungarmi troppo sulla mia preistoria diabetica, ma vorrei solo accennare a due cose che secondo me andrebbero cambiate non tanto sull'attendibilità della misurazione della glicemia ma sulla praticità.

Oggi io ho di nuovo roche, con il nuovo Guide. Design fico, tutto nero, elegante, strisce dentro contenitore a forma di accendino zippo e invio automatico delle glicemie al mio microinfusore ( 780g medtronic ) . Quando stai per finire le strisce ( che sono messe in fila come nella foto) queste ti cadono in fondo sdraiate e devi fare un lavoro alla Mcgiver per tirarle fuori. Con coltellino e bestemmie, insomma, Le ultime 3 strisce te le devi sudare. Questo perché a volte chi fa le cose per il diabete pensa più al design che alla praticità. Questo è male. Vogliamo solo misurare la glicemia e il più velocemente possibile, perdio!

Altra nota negativa: LE PILE. Siamo nel 2021, stiamo per sconfiggere una epidemia, siamo andati sulla Luna, ma niente, noi diabetici andiamo ancora a pile. Mi hanno detto che la ricarica con USB sarebbe scomoda per gli anziani. Bene. Dare entrambe le possibilità?

Per il resto per me è un ottimo glucometro e la menzione d'onore va data al pungidito fastclik ( in foto ) . Qui stessa idea del vecchio glucometro ma con i pungidito funziona alla grande. Metti nella Pennetta il cilindro con i pungidito e lo cambi con un click. Non vedi più quelle odiose lancette e per i bambini è eccezionale. Mia figlia si è bucata miliardi di volte, per sbaglio, le dita. Con questa pennina non accade più. Ed ottimizzi anche il materiale da rifiuto.



Ma passiamo al Contour. Il penultimo modello ( link) era finalmente a ricarica USB ! Evviva ! Comodissimo, da ricaricare ovunque ( anche in macchina ) e niente più pile. Aveva la lucetta che illuminava il vano dove inserire la striscia. Insomma, a prova di glicemia notturna. Io a volte lo utilizzavo anche per cercare le chiavi nella borsa di notte. Poi però hanno fatto l ultimo modello e li siamo ritornati a pile. Evvabbé. Pace.

Rimane comunque sempre molto comodo.

Per quel che riguarda l'affidabilità della misurazione per me sono entrambi super affidabili. Quando facciamo il confronto con quello del Meyer difficilmente ci sono grosse differenze. Quello che cambia, e che a mio avviso deve cambiare per il futuro, è l ascolto delle esigenze di praticità delle persone con diabete.

Velocità, praticità, affidabilità e resistenza ad alte e basse temperature ( il contour va in tilt facilmente con basse temperature e mi tocca sempre tenermelo a caldo nelle mutande e o nel reggiseno se vado sulla neve ) queste sono le esigenze per me e per mia figlia. E negli anni non sono riuscita a trovare un glucometro che soddisfi tutte insieme queste necessità. Poi ci si adatta eh. Ma a volte penso: ma che ci vuole ?

A volte ci vuole pochissimo per fare tantissimo. Lo diceva anche Bing stamani alla tv mentre Amelia faceva colazione. Ed io dicevo ad Emiliano: ma le senti che filosofia!???

Voi che ne pensate? Cosa vi manca che vorreste in un glucometro o in un microinfusore ?

Tirate fuori le lamentele su ! dai che ci sfoghiamo !!

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