Ce l'ho fatta! Vaccino Moderna




Alla fine ce l'ho fatta.

Ho passato dieci giorni di amarezza e fitte corrispondenze mail con tutti i responsabili della sanità della regione e delle usl della mia zona. Le risposte erano vaghe, seppur gentili, ma non c'era un appuntamento né nulla. E allora io, arrabbiata, uscivo a camminare per smaltire quel senso di ingiustizia che sentivo dentro. Che non era solo il vaccino che mancava a me ma a tutta una categoria ( se per categorie vogliamo pensare ) che in questa società deve incontrare sempre più ostacoli. Le persone con patologia.

E vi racconto cosa è successo al centro vaccinale. Perché è buffo e da l'idea di come alcune persone vedono il mondo.

Arrivo in questa squallida discoteca anni 80, della provincia senese, con dietro mio padre che decide di farmi compagnia ( tutto il tragitto in auto lo fa dritto dritto sul sedile per la paura per la mia guida ). Arriviamo fuori dalla discoteca che, mi fa effetto essere in una discoteca e per giunta con mio padre, che quasi mi viene da piangere per come è cambiato il mondo. E mi viene il dubbio di essere davvero invecchiata. Comunque, mi accorgo che sono tutti anziani come mio padre o peggio e incomincio ad avere il timore che prendano lui per il vaccino invece che me. Ma alla fine passo io, anche perché mio padre è più sano di me peddavvero. Però un po', in realtà, penso che anche lui dovrebbe essere vaccinato. Ma vabbe.

Mi siedo ad aspettare di passare a parlare col medico.

Il medico ( ma dove li trovano questi dei centri vaccinali?) È un uomo anziano coi capelli lunghi bianchi, catenozza di oro giallo al collo, bracciale di oro giallo al polso e grande anello con stemma papale al dito. Mi chiedo il perché di questo colloquio se sono stata chiamata per essere vaccinata come persona con patologia e già mi hanno chiesto tutto per telefono per capire se posso farlo o no. Evvabbé. Lascio fare la mia vena polemica, ma, a poco a poco fuori si crea una bella fila di persone anziane che aspettano mentre il dottore truzzo parla con chiunque del tempo, delle stagioni, del vecchio distributore di benzina e dei possibili parenti in zona.

Mi appare subito evidente che il medico non appartiene a quella categoria dei " i nostri eroi " di cui si parlava tanto l'anno scorso.

Arriva finalmente il mio turno, mi siedo, e mi fa:- oh lei che ci fa qua ??? Così giovane?

Mi viene in mente la canzone di Guccini, "la locomotiva", quando dice : gli eroi son tutti giovani e belli -.

Ed è proprio così, e ne ho parlato altre volte, perché già successo, se sei giovane e sei magari carina e sorridente, niente, te non puoi essere malata. Gli stereotipi, si dice.

Occheeei. Quindi, viceversa, i " malati " sono tutti brutti e vecchi. Questo si pensa, dunque ?

Boh. Ma che te lo dica un medico mi lascia davvero perplessa.

Quando mi rendo conto che vuole attaccare bottone sui miei possibili parenti in provincia di Siena mi chiudo in un, per me, improbabile mutismo. Guardo dietro di me e ci son tanti anziani in piedi ad aspettare. Non sarò complice di questo Tizio truzzo. Penso.

Mi vaccino. Aspetto i 15 minuti di rito e mi frizza anche la testa.

Tutta la mia amarezza, dei giorni passati, un po si placa. Non sono mai stata d'accordo col piano vaccinale e con gli esclusi da questo. E sono stata da subito molto intristita dal fatto che proprio la regione Toscana non se ne sia fatta carico subito.

Riconosco, però, che quando, forse hanno capito, hanno agito velocemente. Due giorni fa anche alcune mie colleghe con fragilità sono state chiamate per fare il vaccino. Mi auguro che sia l'inizio di qualcosa che va oltre " a chi do il vaccino " ma che racchiuda una filosofia di vita diversa, almeno nei fatti.

Almeno, io da anni ho deciso di lottare per questo. Perché mia figlia Amelia e tutti i meravigliosi figli diabetici dei miei amici, tutto questo, non lo devono avere.

Gli eroi son tutti giovani e belli,

E

A volte,

Anche diabetici.



29 visualizzazioni1 commento

Post recenti

Mostra tutti