Il lago di Piediluco



Qualche giorno fa, mentre cercavamo di capire dove poter passare qualche giorno lontano dalla bolgia di Ferragosto, Emiliano mi propone di andare a Piediluco. Dopo qualche ora a storpiare il nome in Pediluvio, Piediculo, Perituro, PediInCulo, Piedilulo, ho rotto gli indugi e ho chiesto: ma dove m×;$&$?*a è ?

Come? Non conosci Piediluco ? Piediluco Lake? Pe fa più figo? No.



È vicino Terni ! Ahhhhhhhhhhh. Vabbè, penso, andiamo. Non credo ci sarà la ressa.

E così, nel tempo di meno di 3 ore scarse di viaggio, vengo catapultata direttamente e senza sosta negli anni 60: Il campeggio di Piediluco.

Bellino, aperto, abbastanza ombreggiato e poi silenzioso. Perché bambini ce ne sono, ma il giusto. Qui c è la signora accanto il mio camper che a tutte le ore mi dice : " che cardo ragazzi, se sta a schiantà" . E il signore di 80 anni a petto nudo che fa i piatti che accusa le donne di ingorgare lo scarico dei lavelli per fare i piatti. " E i piatti, non li sapete fa', e il barbecue non lo sapete fa', ma che sapete fa ?? " - E giù dibattiti femministi sui piatti, la cucina e chi lava poi la griglia del barbecue ?

La prima sera c'era la serata ballo liscio con gruppo dal vivo che cantava tutte le canzoni preferite di mio padre. La seconda sera, in mezzo a un campetto di calcio desertificato, un signore coi baffi e la camicia aperte metteva su canzoni tipo piccolo grande amore, montagne verdi e Roma capoccia. Nel tavolo su cui poggiava la sua consolle una signora distribuiva cocomero e sangria al grido di: " ah ragazzini è tutto a gratisssseee! Prendetelo! Offerto dal campeggio! "



E poi il lungolago, verde, un po' melmoso, con piccoli impianti dismessi dove ancora si esercitano col canottaggio. Il passaggio a petto nudo dei canottieri ( canottieri senza canottiera) è stata di fatti la cosa più bella vista fin'ora. A parte mio marito, certo.

E la ruggine un po' dappertutto, tre o quattro catapecchie unite per fare un bar con la verandina tenuta in piedi da un remo conficcato nel terreno. Il giochi di ferro arrugginiti fuori e dentro l'acqua. La melanconia malconcia di quei tempi passati che rimangono inscritti nelle sedie scolorite, le casettine di legno per cambiare il costume e la vecchia scuola elementare con l'accesso differenziato per i maschi e per le femmine.

E poi noi, qui, con le bici, qui a schiumare dal caldo e buttarci nel lago dove non ti si vedono i piedi e non fa nulla perché tanto dopo pochi secondi diventano viola. Ed Emiliano che, finalmente a suo agio, mi dice: è bellissimo vero?? Spettacolare !



Mi fa notare che in paese esiste una casa del giovane, che non esiste la baby dance e nessun tipo di animazione. Probabilmente perché quando è stato fatto questo campeggio non esisteva nemmeno il concetto di infanzia- penso. C'è la sala tv con le bandiere italiane e la tv che non funziona e un market con solo vino e due uova. E le macine del mulino bianco. Stop. Praticamente la dispensa di casa di mia nonna.

Ma ieri sera, dopo cena, sul tardi, abbiamo preso le bici e siamo andati a cercare un posto buio per guardare le stelle. Abbiamo steso il telino decathlon sul prato umido. Emiliano dopo 10 minuti aveva già l'artrite. Amelia era disposta a rimanerci tutta la notte pur di vedere una stella cadente. Io, invece, al top del romanticismo, realizzavo con sgomento che il sensore di Amelia stava per scadere ( nel nostro microinfusore non vi è alcun avviso promemoria. È sempre una bella sorpresa di mmmm ). Emiliano allora iniziava a immaginare la notte in bianco che sarebbe stata ma, in ogni caso cerchiamo, dopo un'ora e mezza, di persuadere Amelia che domani, di certo cadranno più stelle ed Emiliano si porterà il sacco a pelo.

Amelia allora mi dice che ha un desiderio a cui tiene tantissimo. Che vuole la stella perché assolutamente vuole che si avveri. Io già penso al diabete, alla celiachia, che vuol guarire, che vuole una vita senza, che non vuole più buchi e sensori e set. Che non vuole l ospedale e i prelievi. Che ne so ?Si avvicina al mio orecchio e con sicurezza mi dice: mamma, io voglio che si avvera che Voglio Volare.

E qui è dove mi si sgretola il cuore e allo stesso tempo respiro meglio. A Piediluco Lake.

Un po' di anni fa.

Alla fine non è mica male!!







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About Us

Siamo Emiliano ed Elisa, un naturalista-cuoco e una mamma pittrice e diabetica. Abbiamo una bimba di due anni di nome Amelia anche lei con diabete e celiachia. Raccontiamo la vita da diabetici a diabetici e non e "Poteva andare Peggio" è il nostro progetto per sensibilizzare le persone su queste due patologie! I viaggi, il cibo, l'avventura ma anche le piccole magie quotidiane sono i nostri principali interessi.

 

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