Imparare


Dunque, vasocottura a parte ( che comunque è una tecnica che ha sconvolto la nostra famiglia ), queste settimane sono state un po' complicate per me ed Amelia. La maestra che si occupava in particolare delle glicemie ( perché poi le informazioni sono condivise con le altre maestre ) è stata travolta da un bellissimo lieto evento, di cui siamo stati felici come se capitasse ad una persona di famiglia. Sì perché di fatto lo è, di famiglia, poiché si occupava di Amelia da quando, il primo anno di nido, abbiamo scoperto che aveva il diabete. Cioè Amelia è legata a questa maestra dall'età di 20 mesi. Dagli albori della nostra esperienza scolastica col diabete, dove eravamo tutti insicuri e alle prime armi ed io sempre chiusa nello sgabuzzino, fino a qualche giorno fa. Sicché, a livello emotivo, Amelia è rimasta un po' turbata, e noi genitori ci siamo ritrovati con un'altra insegnante da formare riguardo al tema diabete tipo 1. Turbati pure noi, diciamo, chi più e chi meno ( indovinate chi di più??). Dopo il primo momento di spaesamento e ohmmmiodddio come farò a spiegare tutto alla nuova maestra ??? ho provato a respirare e a provare a pensare a cosa serve, veramente, per approcciarsi per la prima volta al diabete. Sicuramente una buona infarinatura generale su ipoglicemia e iperglicemia, correzioni, insulina, glucagone ecc ecc, ma secondo me, la cosa più importante è avere voglia di imparare. Perché, alla fine, tantissimi genitori, con l'esordio del diabete dei propri figli, sono partiti da zero conoscenze. Perché non tutti avevano avuto già esperienze in questo campo ma ciò non ha precluso loro di imparare a prendersi cura del proprio bambino. Perché nel diabete tipo 1 e nei suoi meccanismi ci devi entrare un po' dentro, devi usare un po' la testa ( oppure l'istinto, come nel mio caso, ma Emiliano dice che è sempre un istinto sbagliato) e devi fare tesoro delle esperienze che, probabilmente, ti daranno l'idea di quanto una giornata possa essere diversa da un'altra. Ho mandato questa graziosissima ( e giovanissima) nuova maestra al corso che ogni anno il Mayer organizza, con i medici e infermieri della diabetologia, proprio per gli insegnanti. Una iniziativa preziosissima che ogni anno vede sempre più crescere il numero di insegnanti che vi partecipano. Evviva!! E grazie, grazie, Mayer! E grazie agli insegnanti che ci vanno!! E poi nulla, a volte vorrei rimanere a scuola perché la paura che la nuova maestra abbia bisogno di aiuto mi attanaglia ( sopratutto per disattivare gli allarmi del micro o quando Amelia è in giardino e non vedo le glicemie) ma poi cerco di uscire e di fare altro, anche se il pensiero è sempre lì, e i miei occhi sempre puntati su nightscout per vedere le glicemie a distanza. Torno a casa e provo a lavorare sui miei disegni e i miei progetti ma tra la maestra che mi scrive, tra Amelia che va in ipo, tra che poi, alla fine suona anche il mio di microinfusore, mi sento perseguitata dal diabete! Quando ho detto ad Amelia di questo cambiamento mi ha fatto ridere come quando disse ad Emiliano che lui non poteva bere il succo di frutta perché non aveva la glicemia bassa. Le ho detto: senti, ogni cambiamento è un'avventura, buttiamoci! E lei mi ha risposto: ma senza braccioli? Ma oramai i braccioli li abbiamo tolti, daje e buttiamoci! Sicuramente, anche in questo caso, tutti impareremo qualcosa e poi chissà, che io non possa ritornare a non guardare ossessivamente il telefono come una pazza in preda a una crisi di nervi! Per ora è così. Sul domani ho fiducia. E anche sulla nuova maestra. incrociamo le dita e via, verso nuove avventure!

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Siamo Emiliano ed Elisa, un naturalista-cuoco e una mamma pittrice e diabetica. Abbiamo una bimba di due anni di nome Amelia anche lei con diabete e celiachia. Raccontiamo la vita da diabetici a diabetici e non e "Poteva andare Peggio" è il nostro progetto per sensibilizzare le persone su queste due patologie! I viaggi, il cibo, l'avventura ma anche le piccole magie quotidiane sono i nostri principali interessi.

 

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