La Chiamata



Questa settimana sono stata un po' assente perché il 7 mattina, mentre scongelavo la macchina per portare Amelia a scuola, ho ricevuto una chiamata ( o " la chiamata") per un incarico a scuola. Con le ditina completamente congelate prendevo appunti su indirizzo, segreteria e presa di servizio, mentre la mia testa, come sempre, si affollava di pensieri caotici tutti relativi ad Amelia. Come faremo ad organizzarci? Chi andrà a farle l'insulina a scuola e le correzioni in caso di iperglicemia? Click. E bene. Si ricomincia. Ho passato il primo anno e mezzo di vita di Amelia a prendermi cura di lei tralasciando il lavoro. L' ho fatto con gioia. Posso dire di essermela goduta ( anche se ero sempre in ansia e non sapevo nemmeno se riuscivo a tenerla bene in braccio). Quando ho iniziato a muovermi per rimettermi a lavoro è arrivato il diabete di Amelia. È stato automatico per me fermare il mondo, gli stati e i paesi, e pensare solo a lei. A lottare per farla andare al nido, nonostante significasse stare chiusa in uno sgabuzzino a scuola per la maggior parte del tempo( ed io soffro negli spazi chiusi). Muovermi per garantirle un minimo di attività sociali senza glutine e tutti i problemi affini a una bambina piccola ( nemmeno parlava bene ) ed il diabete tipo 1. Oggi le cose sono cambiate. Amelia ha quasi 5 anni. Spegne gli allarmi nel microinfusore, legge i numeri e capisce che quando ci sono le frecce in giu, come dice lei, si deve avvisare: " Mamma! Abbiamo un problema!". Crescendo molte cose migliorano ma, lasciarla a scuola ed andare a lavorare non sarà mai una cosa che farò a cuor leggero. Questo vale per me e per tutti i genitori di bambini col diabete. Ed andrebbe considerato. Come andrebbe considerato il fatto che spesso è la donna ( con lavori precari o meno retribuiti) a dover " rinunciare" al lavoro per occuparsi del diabete del figlio. O a dover chiedere il part-time. Con Emiliano ci organizziamo, e lui fa di tutto per agevolarmi, ma, giustamente, anche lui ha degli impegni improrogabili a lavoro. Sicché tocca incastrarsi, coprire vuoti, essere efficienti a lavoro ma bravi a gestire anche le glicemie di Amelia e lei proprio, come persona. Questa volta sono a 20 minuti di distanza da casa ma Emiliano è sempre a 40 minuti di distanza, in mezzo al bosco ( dove spesso il cellulare non prende ). Per cui ci incastriamo con gli orari, io entro dopo, tu esci poi, e io vado, ma tu poi arrivi e poi, poherelli, vengono tirati in ballo sempre poveri nonni! Che nonna Giò meriterebbe la laurea e il master in diabete e menzione speciale per il coraggio di buttarsi in cose nuove e complesse nonostante l 'età e l'ipertensione. Oggi e sempre sia lodata. Come tutti i nonni che, alla fine, ci permettono di andare a lavorare. E così, ieri mattina, sono andata a scuola ed ero felice perché Emiliano e Amelia erano a letto a dormire beati e abbracciati, e il mio cuore era leggero che le cose più preziose della mia vita fossero a casa, insieme, al sicuro e a dormire ( un po' ho rosicato però eh, io sveglia alle 6.45!) Ho guidato fino a scuola e ho visto un'alba rosa. Lungo il tragitto ho pensato solo alla bellezza delle cose intorno a me ( nelle terre selvagge). Sto iniziando ad amare i paesaggi di natura anziché il cemento armato- pensavo. E mi stupivo di essere un po' meno cittadina. Ho preso un caffè in un bar dove da una parete veniva fuori un orso e dall'altra un maialino. C'erano solo cacciatori e poi me. Il mio caffè, gli annunci di donne sole sulla Nazione Siena e l'idea che ogni giorno si debba lottare per qualche pezzettino di normalità. Buona domenica amici. Perdonatemi se non sono una blogggger super attiva ma la vita cambia ogni giorno e gli unici minuti liberi che ho, a volte, sono i 20 minuti di attesa dopo l eutirox!!! Grazie Eutirox!

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About Us

Siamo Emiliano ed Elisa, un naturalista-cuoco e una mamma pittrice e diabetica. Abbiamo una bimba di due anni di nome Amelia anche lei con diabete e celiachia. Raccontiamo la vita da diabetici a diabetici e non e "Poteva andare Peggio" è il nostro progetto per sensibilizzare le persone su queste due patologie! I viaggi, il cibo, l'avventura ma anche le piccole magie quotidiane sono i nostri principali interessi.

 

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