La maggioranza vince se si prende cura anche della minoranza


Si dice che Settembre sia un po' come Gennaio, il mese dei buoni propositi e dei nuovi inizi. La metà del mese no di certo! E chi ha figli dovrebbe ammetterlo senza troppe ipocrisie : si passa il tempo e piangere davanti google calendar fino al giorno della prima campanella.

Chi come me ha una figlia con diabete e celiachia vive un ulteriore tormento e conflitto: quello di voler vedere al più presto la figlia a scuola e quello di avere paura delle beghe che però poi si presenteranno a scuola a causa del diabete! Noi quest'anno non dobbiamo cambiare molte cose perché non cambiamo né le maestre né la scuola di Amelia ma in molti genitori si trovano invece ad affrontare i passaggi di grado che, almeno fino alle superiori, si affrontano come quando salti nel buio: sarò fortunato? Sotto ci sarà l'acqua o milioni di spilli?

Sì, perché anno dopo anno, mi accorgo che siamo sempre messi cosi: a fortuna. Di trovare maestre/ professoresse collaborativi, dirigenti che non si impauriscano e genitori solidali e attenti, sopratutto quando col diabete c'è anche la celiachia.

Insomma, pochi giorni fa mia cognata mi manda questa foto di questa attrice e mi dice che sembro io uguale ma scazzata. In questi giorni ho parlato con genitori in difficoltà con nuovi esordi di diabete o figli che cambiano scuola. Il tema di settembre è la scuola e io mi sento coinvolta mille volte. Per quella che è stata la mia esperienza, per quella con mia figlia, per quella degli altri. Come studentessa ( ai tempi che furono) , come mamma e come docente col diabete. Mi deprime terribilmente vedere che le cose non siano molto cambiate. Che l'evoluzione sia cosi lenta e flaccida. Che ci sia ancora difficoltà ad inserire a scuola un bambino col diabete, purtroppo patologia non rara.

E nulla e io mi incazzo. Ma in un modo che l'attrice della foto in confronto è rassicurante e garbata. Che un genitore, oltre al dolore per la patologia del figlio, debba trovare anche mille difficoltà a scuola mi fa sbarellare. E penso a quei bellissimi discorsi sull'inclusione, studiati nei libri dei miei esami, e poi penso a quante volte vedo mia figlia posizionata un passo indietro semplicemente perché celiaca. Per la celiachia!

E mi dispiace anche che, a causa di questo nervosismo che mi prende, non mi venga bene di mettere in luce i docenti/dirigenti che partecipano, si informano, si sbattono e imparano a prendersi cura del bambino, per prima cosa, e poi della patologia diabete. Quando arriva un bambino col diabete a scuola pare che arrivi solo il diabete. Vedo che ci si dimentica completamente del bambino. È d'oro l'insegnante che accoglie tutto di quel bambino. E di tutti i bambini/ragazzi in generale. Non è una fortuna, dovrebbe far parte della struttura culturale dell'insegnante. Non conosco la patologia di cui è affetto il mio alunno? Mi informo. E questo per me vale per qualsiasi persona incontro per la mia strada e con cui inizio un rapporto.

Per cui no, non sono scazzata a settembre, ma di più. E, poiché ancora non sto lavorando, mi ritrovo a passare in maniera compulsiva l'aspirapolvere per casa e parlare da sola. E ragionare su tutte le cose storte che vedo e arrabbiarmi per paura di non riuscire a poter cambiare nulla. Perché il più grave delitto di una esistenza è avere vissuto senza avere contribuito a un qualche cambiamento positivo. Vivere senza avere potuto fare la differenza per qualcuno, anche uno, mica dico tanti. E non per avere ringraziamenti o chissà cosa ma per contribuire a un cambiamento più grande che domani possa aiutare i bambini che non hanno potuto essere " sani" a vivere in un mondo dove loro non si debbano adattare, in quanto minoranza. Non è vero che la maggioranza vince di per sé. Vince se si prende cura anche della minoranza. Altrimenti è una giungla. E io non voglio farne parte.

Per cui, Settembre, io ti odio, ma cerchiamo di cavarci qualcosa di buono.

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