La vita ai tempi del coronavirus



Dunque, la situazione è questa: Clausura di non so quanti giorni. Emiliano che lavora da casa col pc e appena provi a dirgli qualcosa ti dice: sto facendo smartworking. Ah, mo me lo segno. Io che intrattengo Amelia fino almeno le 17, ora in cui Emiliano, mosso a pietà, mi da il cambio. Fa du giochi con Amelia e diventa il mito della giornata a fronte delle mie 14 ore a inventarmi lavorini di ogni genere e sorta. Abbiamo fatto i ricci di pasta di sale e pasta, duemila puzzle, la manicure alle mani di cartone, letto libri nel balcone di 2 mq, ritagliato figure per i personaggi del teatro delle ombre ( cinesi !!) Che ha fatto Emiliano e che starà apparecchiato in camera di Amelia fino a Maggio. La tavola da pranzo, oramai, è tutto un laboratorio perenne di creazione di lavorini. Ore 18, scatta, improrogabilmente e necessariamente, il bicchierino di prosecco e du noccioline, mentre Emiliano prepara la cena. La figliola, a quel punto della giornata, non si arrende a vedere un po di sana tv ma ti dice ancora: mamma giochiamoooooooo?



Le dici no, mo basta, dammi 10 minuti. E allora lei ti smonta le librerie alla ricerca di libri da leggere, che non sa leggere. E che vuole regalati e vuole mettere in camera sua. Ma perché?? Si cena. E dopo cena, a quel punto, non sai più chi sei, chi è tuo marito e perché tua figlia continua ad avere tutte quelle energie. Provi a vedere un film, con immense difficoltà, e tuo marito, per svagarsi, sceglie un dramma adolescenziale dove alla fine muoiono tutti o quasi. Vai a letto distrutta e tua figlia ti dice: Mamma, cosa facciamo domani? Ti addormenti nello sconforto dopo aver messo il sensore nuovo che mannaggialmondo ti suona tutta la notte per dirti: Inserire glicemia, Calibrare, Inserire glicemia, Glucosio basso, Glucosio basso, Glucosio basso di Amelia, Glucosio basso tuo. Suona la sveglia e tu pensi che sia il glucosio basso di qualcuno. Che bella nottata. Ma ora, un'altra giornata in casa tutti insieme, ci aspetta. Che bello amici. Oggi pensavo di buttare giù un muro di casa. Voi ? #idee #coronaviruz #casa #diabete

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About Us

Siamo Emiliano ed Elisa, un naturalista-cuoco e una mamma pittrice e diabetica. Abbiamo una bimba di due anni di nome Amelia anche lei con diabete e celiachia. Raccontiamo la vita da diabetici a diabetici e non e "Poteva andare Peggio" è il nostro progetto per sensibilizzare le persone su queste due patologie! I viaggi, il cibo, l'avventura ma anche le piccole magie quotidiane sono i nostri principali interessi.

 

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