Mamma ma quando ero nella tua pancia ce l'avevo il micro ? "



Da qualche giorno Amelia ha imparato a fare diverse cose. Ha lasciato completamente i braccioli, usa gli occhialini anche in vasca da bagno e suo padre le ha insegnato a fare i tuffi dal trampolino. Sì. Mica uno, a ripetizione. Si tuffa e poi, sempre sott'acqua, arriva nuotando al bordo della piscina. Io dentro di me ho pensato subito: stai a vedere che sta figliola vorrà fare nuoto! L'unico sport, credo, dove non puoi stare con micro e sensore. Ottimo! Sicuro avrà la fissa per il nuoto. Ma se così fosse veramente, cosa ci potrò fare ? Niente. Mandarcela e basta. Poi, ha imparato a leggere la glicemia sul microinfusore. Ci dice un numero alla volta e le frecce se sono in su o in giù. Ogni giorno di più cerca di capire come fare ad essere più partecipe in questa faccenda intricata che è il diabete e mi dice cose molto divertenti. Del tipo: " mamma se ci sono 3 frecce in giù è un problema !" -" mamma se ci sono solo due numeri forse mi devi dare da mangiare qualcosetta!" E la più forte, di punto in bianco, l'altra sera:" Mamma ma quando ero nella tua pancia ce l'avevo il micro ? " E lì tu rimani un po' perplessa perché pensi se sarà una domanda psicologicamente buona o che segna già un solco incredibile di traumi e problemi. Boh, secondo me aveva solo questa curiosità. In fondo mi dice sempre che nella mia pancia giocava con la casa dei playmobil, perché non potrebbe pensare di avere avuto anche il micro? Insomma, tutto questo per dire che lei cresce, sotto tutti i punti di vista. Ah! ha anche coercizzato Emiliano a comprarle il monopattino a due ruote e va come le mine con buona gioia del babbo che l'adora quando fa qualcosa di scalmanato e nuovo. E, dicevo, mi capita a volte di pensare al futuro. Lo stesso che vedo angosciare molti genitori di bambini col diabete sopratutto riguardo alla gestione della patologia. Ma a me ( stranamente) non fa paura il suo futuro da diabetica. Forse perché sono stata una adolescente e adulta col diabete, non so, ma comunque mi piacerebbe rassicurare tutti che si può crescere e vivere e avere una vita, anche quando si esce dall'ala protettiva della famiglia d'origine. Io penso che Amelia imparerà a gestirsi da sola e a fare tutto al meglio ( sopratutto se prende spunto da babbo Emiliano). Certo, sono anche certa, senza alcun dubbio, che ci saranno momenti di crisi, di sconforto e di noia profonda rispetto a tutto l'armamentario del diabete ma, non so perché, penso, che se ce l ho fatta io che sono stata la peggio e in un tempo dove non c erano tutte queste tecnologie, ce la potrà fare benissimo anche lei. Non le potrò evitare i momenti in cui odierà il diabete ( l'adolescenza è già dura di suo figuriamoci col diabete !) ma, oltre all'enorme dispiacere che mi causerà, avrò sempre fiducia in lei. Perché non credo sia una supereroina perché ha il diabete, non pretendo che faccia nulla di straordinario oltre a quello che più le piace, ma vorrei riuscire ad insegnarle ad essere una testa libera. Pensante. E critica. Che possa riuscire a prendere una cosa che le accade e guardarla da diversi punti di vista. Non so se riuscirò a farlo ma provarci mi da speranza nel fatto che, con una mente aperta, tutti i problemi che le si presenteranno potrebbe essere in grado di affrontarli. Perché non ho la presunzione di essere l unico essere umano che possa occuparsi di lei e per il resto della sua vita, anzi, spero trovi molti amici veri nel suo percorso, che possano aiutarla come è successo a me. Ma, in ogni caso, ho molta più paura di quando prenderà il motorino che delle sue uscite con le amiche ( con cene e glicemie e insulina da dosare annessa). Secondo me quando questa figliola inizierà a farsi l insulina e a calcolarsi le dosi da fare da sola, farà molto meglio di noi ! Intanto provo a pensare al presente che è già pieno di beghe non da poco, poi penserò al futuro. Ma chissà perché mi sento sempre ottimista. Anche riguardo agli ausili per il controllo di questa malattiaccia. Pensate che quando ero adolescente io, con le insuline di allora, era impossibile pensare ad un gelato, la sera, con gli amici. Io ero sempre l'unica a non prendere nulla. La cosa forte è che non è stato questo a rendermi una persona mentalmente disturbata ma, bensì, l'incontro con Emiliano! Quindi, occhio, perché a volte ci preoccupiamo tanto per il diabete e poi, invece, ci arriva un Emiliano e ci rovina tutto! Intanto mi godo i disegni di mia figlia piccola e i nostri piccoli progressi da futura donnina ! Brava piccoletta. Buona giornata amici!

18 visualizzazioni
  • White Instagram Icon
About Us

Siamo Emiliano ed Elisa, un naturalista-cuoco e una mamma pittrice e diabetica. Abbiamo una bimba di due anni di nome Amelia anche lei con diabete e celiachia. Raccontiamo la vita da diabetici a diabetici e non e "Poteva andare Peggio" è il nostro progetto per sensibilizzare le persone su queste due patologie! I viaggi, il cibo, l'avventura ma anche le piccole magie quotidiane sono i nostri principali interessi.

 

Contact Us:

emiliano.manzo@gmail.com

potevaandarepeggio@gmail.com

Phone: +39 3294954415

Search by Tags

© 2023 by Going Places. Proudly created with Wix.com