Perché mi frantuma il cuore.



Ieri sera è successa una cosa che non mi accadeva da tanto. Ultimamente i cambi set ( cannulina che fa passare l insulina da micro a corpo) per Amelia sono una vera tragedia. Appena capisce che bisogna farlo inizia a piangere e a chiedere di rimandare ( praticamente impossibile). Credo sia più paura che altro perché non è così doloroso ( e di me vi potete fidà) e, sopratutto, perché lei stessa mentre piange e le chiedo - ma ti fa male ?? Tanto??- mi risponde - Noooooooo. E allora perché piangi?- Perché non lo voglio fareeeee. Ok. Provo a parlarle. A filosofeggiare sul mondo, sulla vita, sulle giostre e sul futuro e lei mi risponde soltanto- Va viaaaaaaaaaaaa...Andate viaaaaa, lasciatemi solaaaa! Bene. È figlia mia. Male. Perché mi frantuma il cuore. Solitamente riesco a schermarmi. Penso che lo so, che la capisco, che bisogna farsi vedere comunque tranquilli e che è solo per 2 minuti. Anche se quando piange sembrano mille. Quindi finisce questo cambio set di lacrime e lei richiede subito tutto ciò che le ho promesso per cercare di calmarla. Mica scema. Giustamente. Ma la parte che mi ha stupita è stata quella in cui a crollare sono stata io. Dopo tanto tempo. Tantissimo. Ho pianto. E mi sono accorta poi di essere accovacciata in un angolo della cucina a piangere, esattamente come tre anni fa dopo l esordio del diabete di Amelia che quell'angolino era tipo il mio ufficio. Arriva Emiliano che, con la sua poderosa intelligenza emotiva, mi dice: nooooooo ma che piangi ancora?? Non ti fare vedere da Amelia! - ma sono qui e lei è di là! Mi devo trovare un altro angolo pe piangere? - ehhhhh forse sì, sai? Anche io provo le stesse cose tue, ma non piango in quest angolo della cucina. Ok. A un certo punto ho capito che il problema era che gli intralciavo il passaggio verso il bimby. O quella cosa che a volte dice che, giustamente, anche lui soffre e allora se tutti si piange, è un casino. Sì è vero. Ma non so perché ieri sera c avevo in testa questa cosa che, alla fine, per Amelia avere anche la mamma col diabete servirà a qualcosa oppure sarà peggio? Perché per ora vedere me fare le stesse cose che fa lei la fa sentire meno sola, ok, ma non bypassa nulla del suo fastidio e dell'essere ogni giorno più consapevole di quel che le accade. Io l'adoro quando mi fa ridere perché dice ad Emiliano che potrebbe farsi venire il diabete pure lui, così l'abbiamo tutti e tre! Ma poi mi ritrovo a ripiangere rovinosamente nell'angolo della cucina perché penso che tutto quel che faccio e che sono non sarà sufficiente a limitare le sue di lacrime. Allora nulla. Ho continuato a piangere un altro po'. Me la sono presa con la mia vita tutta. Ho bevuto un bicchiere di vino aperto a capodanno. Ho mangiato la parte finale del pane in cassetta, che solitamente non mangia nessuno, e c ho spalmato sopra cucchiaiate di crema spalmabile al cremino ( facendo copiosa insulina ). E poi ho riflettuto sulle lacrime e sul loro valore. E mi è venuta in mente la foto di Man Ray, il suo valore artistico e anche monetario, che ritrae la sua donna Kiki de Montparnasse che piange così poeticamente che nemmeno il mascara le si scioglie ( e non si parla dei recenti modelli superfighi waterproof) mentre io, ieri sera, ero un mascherone nero di mascara e matita e capelli arruffati. Ma non importa. Perché piangere di questo mi ha fatto bene. Forse ne avevo proprio bisogno. A volte ci sta proprio. Buona giornata. Kikkki de Poggibonsi.

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Siamo Emiliano ed Elisa, un naturalista-cuoco e una mamma pittrice e diabetica. Abbiamo una bimba di due anni di nome Amelia anche lei con diabete e celiachia. Raccontiamo la vita da diabetici a diabetici e non e "Poteva andare Peggio" è il nostro progetto per sensibilizzare le persone su queste due patologie! I viaggi, il cibo, l'avventura ma anche le piccole magie quotidiane sono i nostri principali interessi.

 

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