Prof. di matematica: eri una stronza !!



Questo è Emiliano che da giorni sta seduto così e si agita in videochat. Finisce di lavorare e rimane ancora seduto a fare videochiamate ( quindi non vi dico quanto sia utile in casa...). Insomma, mesi fa Atbgd - Associazione Toscana Bambini e Giovani con Diabete e l'Ospedale Pediatrico Meyer ha vinto un bando roche per l'utilizzo delle nuove tecnologie applicate al diabete. Dietro il progetto vincitore c'era anche la mente diabolica di Emiliano e il suo piano finale di installare nightscout ( sistema per vedere le glicemie a distanza ) a più persone possibili al mondo. Il progetto è una bella idea per facilitare maestre e bambini nella gestione del diabete a scuola ( grande nota dolente per chi ha bambini col diabete tipo 1). Piccola parentesi. Il diabete è un gran rottura a tutte le età ma in età scolare e sopratutto al nido/ materna è veramente una cosa impegnativa e pesante da gestire. Sicché, da settembre , nell'ambito di questo progetto, verranno installati in 20 scuole toscane con altrettanti bimbi col diabete, delle piccole svegliette che mostrano la glicemia dei bambini senza bisogno di guardare telefonini o ciacciare nel micro dei bimbi, magari mentre stanno giocando. La maestra, anche con uno sguardo distratto, grazie ai differenti colori dei numeri del display, può intuire come va la glicemia ( alla fine i colori sono importanti anche per i numeri). Glicemia con scritta verde: glicemia buona. Glicemia con scritta gialla: glicemia insommina. Occhio! Glicemia con scritta rossa: attenzione, l'è maiala ( tanto in Toscana capiscono il significato )- fare qualcosa. Non distrarti. Il tema della scuola e delle maestre che si trovano, a volte, con una patologia del tutto sconosciuta, è quello di agevolarle e venire incontro loro. Cooperare e farsi sentire presenti, attenti e rassicuranti, aiuta le maestre a non sentirsi sotto pressione e ad essere collaborative riguardo la gestione del diabete a scuola. Ricordandoci sempre che dietro quei numeri, monitor e colori, c'è un bambino, che merita di andare a scuola in sicurezza e tranquillo ( e anche i genitori a casa. Io prevedo per me già lo Xanax dal 14 settembre ). Insomma, questo è Emiliano che in videochat cerca di spiegare alle mamme dei bambini selezionati per il progetto come fare nightscout. Io penso abbia le piaghe da decubito sul culo. Ogni tanto passo, saluto le mamme che conosco, dico: facciamo un aperitivoooooooo???? Ed Emiliano mi dice: - Eli ti prego va via va viaaaa". Quando finisce ste chiamate solitamente è in uno stato alterato di coscienza. Ed è anche ora di cena. Io, chiaramente, non ho preparato nulla e quindi poi si dispera ancora di più. Io, ho deciso, che collaborerò al progetto per tenere alto l'umore ! Tipo incursioni a sproposito durante le videochat e prolungamento di riunioni che potrebbero durare 15 minuti in riunioni da 50. Così, solo per sparare qualche cazzata. Che ci vuole anche, no? Scherzi a parte, questo progetto è bello e importante e spero possa aprire la strada ad un protocollo standard per il diabete a scuola. Che possa essere ampliato e diventare un precedente positivo da proporre ad altre istituzioni. Perché la gestione del diabete a scuola è una bella grana almeno finché i bambini non sanno leggere e scrivere. Poi le cose migliorano. Quando io andavo alle scuole medie, subito dopo l'esordio, le raccomandazioni del diabetologo erano andare a scuola con qualche caramella in tasca. Stop. Niente glucometro per controllare la glicemia. Niente succhi. Due caramelle, così, alla cieca. E mentre masticavo zollette di zucchero, con immenso rumore di denti, nel silenzio dell'ora di matematica, la professoressa mi guardava con enorme pena e allora il mio cuore batteva ancora più forte. Ed io ero secca e mi sembrava mi uscisse fuori dal petto. Ipoglicemia ed imbarazzo. Terribile combo. Ecco, sembra preistoria, ma un tempo era così. Ora sono cambiate le tecnologie, bene, ma dobbiamo sempre lavorare sulle persone. Io ci credo.

P.s. prof. Di matematica: eri una stronza !!

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Siamo Emiliano ed Elisa, un naturalista-cuoco e una mamma pittrice e diabetica. Abbiamo una bimba di due anni di nome Amelia anche lei con diabete e celiachia. Raccontiamo la vita da diabetici a diabetici e non e "Poteva andare Peggio" è il nostro progetto per sensibilizzare le persone su queste due patologie! I viaggi, il cibo, l'avventura ma anche le piccole magie quotidiane sono i nostri principali interessi.

 

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