Responsabilità


Cari amici, Come fanno nei programmi tv di divulgazione medica, oggi vi vorrei parlare del fenomeno degli insegnanti che non firmano per prendersi la responsabilità di somministrare il farmaco salvavita ai bambini col diabete tipo 1 ( il glucagone ). Vi spiego: a scuola va depositato il kit di emergenza in caso di ipoglicemia grave del bambino ( con svenimento ) e qualcuno, tra insegnanti e personale ata, deve firmare per prendersi la responsabilità di somministrarlo , appunto, in caso di emergenza. Ma la legge non li obbliga a farlo, è su base volontaria. Lascia il personale scolastico libero di scegliere. Per chi non lo sapesse , ci sono situazioni scolastiche, in cui alcuni insegnanti o addirittura tutti non si rendono disponibili a firmare. E di fatto a prendersi la responsabilità di soccorrere un bambino. E quindi un genitore impazzisce, diventa verde, gli fumano le orecchie e solo quelle se tutto va bene e non può che accettare la cosa. Perché la legge non lo vieta. Per dire, magari una insegnante firma e un’altra no. Allora ti puoi trovare coperto per le ore in cui c è una e non nelle ore in cui c è L altra. Premesso che, fortunatamente, questi episodi così gravi nella vita di una persona con diabete possono non verificarsi mai, è comunque necessario essere organizzati per ogni eventualità. Ed un genitore ha bisogno di sentirsi tranquillo quando lascia il figlio a scuola. Solo che ho notato, nella mia esperienza di mamma di bambina col diabeta, che, prima di tutto, la figura del genitore, a scuola, oramai, è completamente svalutata. Cioè, anche a ragione in alcuni casi, noi genitori tutti, oramai, ci siamo fatti la fama di essere solamente dei gran rompiballe. Per cui quando iniziamo a dire “ A “ già in molti partono sulla difensiva. Ma se a questo ci unisci anche il diabete, allora può essere ancora più complicato, e vi spiego perché. L’ insegnante X, a meno che non abbia avuto esperienza diretta col diabete, pensa che un genitore non ci capisca nulla di diabete, e si sente rassicurato solo al pensiero di parlare con un medico. Per quanto riguarda il diabete tipo 1, invece, è proprio la famiglia il centro della terapia, il cervello, e L ‘attuatore materiale di tutte le scelta intorno alle glicemie del bambino. Poiché il diabete implica una gestione personale della propria malattia e non un controllo a contatto h24 col medico! Il medico conosce il paziente e discute con esso la terapia ma, per quel che riguarda un bambino, nessuno ne saprà mai di più di un genitore. Cosa ne consegue, ho notato, che l’insegnante non sente come autorevole il parere del genitore e quindi ha paura ad assumersi responsabilità e a fidarsi. Quindi che fare ? Se l’insegnante e il genitore sono due persone sensate, provano a trovare dei mezzi per stare entrambi tranquilli. Quindi, l’insegnante magari firma per somministrare il glucagone, ma dopo avere fatto un corso con un medico ed essere tranquillo su quello che può fare o no in caso di emergenza. E se firma ci sentiamo tutti meglio. Se invece, anche dopo la proposta di un corso o dopo l’effettivo corso, l’insegnante continua a rifiutarsi, non possiamo fare più nulla. In quel caso chi ci perde? Indovinate un po’? Come sempre solo il bambino ( e il fegato corroso dei genitori, ovviamente ). Perché a volte nascono degli aspri confronti tra genitori, insegnanti e dirigenti. Sembra un braccio di ferro per salvaguardare le proprie responsabilità legali ed evitare possibili guai, ma alla fine, chi ci rimette è sempre il bambino. Ed è il bambino che dovremmo invece sempre tenere a mente. Per quel che mi riguarda, il mio giudizio su queste situazioni è severissimo. E mi rendo conto proprio di fronte a ciò di quanto il mondo sia ingiusto e le persone insensibili e io incredibilmente rancorosa e vendicativa. Divento brutta anche io, a sua volta, quando sento che accadono queste cose o quando accadono a me. Perché credo che dovremmo lavorare tutti per essere delle belle e brave persone perché una cosa che faccio oggi per Gino, vale domani, per Tina o per Nanni, e poi si crea un circolo virtuoso e positivo che migliora il mondo. E se non partiamo da quello dei bambini, da dove vogliamo iniziare ? E se non partiamo da chi ha esigenze particolari da chi partiamo ? È facile quando le cose sono semplici, è difficile prendersi le responsabilità di fronte alla complessità. Noi genitori di bambini col diabete tipo 1 questo lo sappiamo bene, perché la complessità ci viene sbattuta in faccia ogni giorno. A gratis. Non c è scritto che per legge vada fatto. Eppure succede. Ci sono tante cose che non sono regolate dalla legge ma facciamo perché sono regolate da altre dimensioni che appartengono alla nostra sfera personale, quale il sentimento, la sensibilità, l’amore. Quelle cose che fanno di noi una persona che ama e si apre al mondo tutto o una persona che pensa solo a se stesso e ai propri bisogni. Ecco, questo volevo dire da giorni, perché mi crogiolo dentro questi pensieri e mi rigiro nel letto ogni notte sperando di dormire e non pensarci più. Quindi o ve lo dicevo o prendevo lo xanax. Voi che cosa ne pensate ?

P.s. il glucagone è un farmaco che può essere somministrato senza avere competenze mediche specifiche e non può avere effetti collaterali o avversi.

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Siamo Emiliano ed Elisa, un naturalista-cuoco e una mamma pittrice e diabetica. Abbiamo una bimba di due anni di nome Amelia anche lei con diabete e celiachia. Raccontiamo la vita da diabetici a diabetici e non e "Poteva andare Peggio" è il nostro progetto per sensibilizzare le persone su queste due patologie! I viaggi, il cibo, l'avventura ma anche le piccole magie quotidiane sono i nostri principali interessi.

 

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