San Valentino con insulina


All'università la chiamavamo, invece che "natura morta ", la " natura silente". E lo trovavo poetico da morire.

L' amore, da qualche tempo a questa parte, è qualcuno che ti riempie il serbatoio del microinfusore. Qualcuno che tira fuori l'insulina qualche ora prima che tu debba fare il cambio set. Qualcuno che ti rimprovera per avere usato l'insulina di tua figlia ed ora mannaggia a te devo aspettare per cambiare il suo serbatoio. È il rimprovero su tematiche non molto in voga negli spot televisivi. Sono gli adesivi, i tappini, le penne, le fiale, il cotone idrofilo e l'odore di amuchina in mezzo alle collane e gli orecchini e la classica foto del tuo matrimonio. La cremina col massaggino per evitare le lipodistrofie. Perché non ne metti un pochino?

È un comò pieno di scarti di imballaggi che non sai bene come differenziare ( e che le aziende dovrebbero iniziare a spiegarci come fare ).

L' amore è anche crisi, è anche litigi furiosi, è sbranarsi per avere fatto una dose di insulina inadeguata o per la solita pezza lasciata zuppa nel lavandino, anziché strizzarla ( ma che ci vuole ???). L' amore è un casino che le frasi fatte non riescono ad esprimere. E che una festa comandata non può definire. Per cui la festa dell'amore è quando qualcuno ti mette a posto quel macello sul tavolo e apre le finestre per fare andare via l'odore di insulina. Che poi, è l'odore costante di tutta la tua storia d'amore. La colonna sonora trionfale.

Insomma, tra me ed Emiliano è Amore e Guerra tutti i giorni. Non un idillio perenne.

Ma è l'unico con cui potrei condividere questa natura silente e la vita che vogliamo che sia felice. Nonostante i casini.

E quindi:

Love Love Love ( fino al prossimo bolo di insulina scazzato ) .

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